Onsen e Sento , le terme e i bagni pubblici in Giappone
Pare che lo scintoismo, antica religione giapponese, ponga grande enfasi sulla purificazione e sulla igiene. Forse anche per questo il bagno e i suoi rituali sono una parte importante e fondamentale della cultura del Giappone.
Il Giappone conta moltissime fonti termali, chiamate Onsen. La natura vulcanica della roccia probabilmente favorisce la diversità di sorgenti termali ricche di minerali presenti nel sottosuolo.
Non sono un esperto, ma ho provato ad immergermi nell'acqua in un bagno pubblico o "sento". Ci tenevo a fare questa esperienza e credo che la ripetero' le prossime volte che mi capiterà di andare in Giappone.
Una caratteristica del fare il bagno in modo giapponese risiede nell'immergersi solo quando si e' ben puliti. Ci si lava e solo quando si e' sicuri di essere puliti ci si immerge.
I sento sono luoghi pubblici dove ci si incontra e si chiacchera rigenerandosi il corpo e lo spirito. Ho provato per due volte il bagno pubblico giapponese.
La prima volta ad Arima Onsen, le terme di Arima, vicino Kobe. Kobe si adagia sulla baia di Osaka e alle spalle ha una catena di montagne non troppo alte, proprio a ridosso della citta'. Proprio dietro alle montagne vi sono le "onsen". Arima Onsen e' una stazione termale raggiungibile in meno di mezz'ora di treno da Kobe. La stazione ferroviaria ti accoglie gia' piacevolmente, con il suo binario unico, il paesaggio che si presenta e' molto rilassante. Montagne e ruscelli e poche case, sembra per certi versi di essere in un piccolo paese alpino come sulle Dolomiti per esempio, anche se si e' a pochi chilometri da Kobe. Diversi alberghi permettono di passare la notte e fare il bagno alle terme, spesso parte della struttura alberghiera.
Io ho fatto il bagno senza alloggiare. Ci si presenta alla reception e dopo aver pagato si indossa uno "Yukata" nello spogliatoio. Rigorosamente vietato portare le scarpe che vanno tolte subito. Con lo Yukata si entra in una sala con pavimento di bambu' (una sala di preparazione con veramente tutto il necessario) dove si puo' lasciare lo Yukata in un armadietto e con un asciugamano si entra nella sala del sento nudi con un solo asciugamano con se. Una serie di postazioni con sgabelli e doccie sono disponibili per lavarsi. Sapone, shampoo e altro non mancano, ci si puo' perfino radere e molti giapponesi lo fanno. Ci si puo' lavare con una tinozza o con una doccia. Schiacciando un bottone esce una quantita' di acqua ben precisa alla temperatura che scegli tu, girando una manopola sulla quale puoi stabilire esattamente la temperatura (comodissimo). Dopo essersi lavati, ci si immerge in una delle vasche a scelta. Le vasche possono accogliere diverse persone e sono di dimensioni variabili.Alcune hanno acqua piu' calda, altre meno calda. A 40 o 50 gradi, non e' una buona idea quella di restare iu' di 5 minuti immersi, come ho fatto io. Non capivo perche' i giapponesi restavano cosi' poco immersi, anche se all'inizio mi sembrava molto calda, mi ero presto abituato all'acqua. La fronte sudava.
Dopo una ventina di minuti mi sono alzato e solo li' ho capito che c'era qualcosa che non andava. Un giramento di testa e per poco non svenivo. A fatica ho raggiunto la postazione per lavarsi, mi sono seduto sullo sgabello e mi sono gettato addosso acqua tiepida. Quando la mia amica giapponese mi ha visto alla fine, preoccupata, mi ha confidato "Pensavo che tra un momento o l'altro mi avrebbero detto - 'Ehi, qui' c'e' uno straniero che e' svenuto!'....
Mi sono messo a ridere.
Ho imparato, mai restare troppo a lungo nella vasca, puo' essere pericoloso. Non bisogna aver bevuto e bisogna alternare lo stare immersi allo stare fuori dall'acqua. La temperatura dell'acqua e' superiore a quella del corpo e quindi il corpo e' costretto a termoregolarsi per
raffreddare. Ma restare troppo a lungo completamente immersi puo' creare scompensi (qui' servirebbe un medico che spiegasse esattamente cosa succede...)
Il bello delle onsen e' che spesso si trovano all'aperto, in mezzo alle rocce e con paesaggi molto belli da contemplare. Fare il bagno all'aperto d'inverno e' molto rilassante. Magari con la neve o la pioggia. Si esce all'aperto nudi e si prova un freddo intenso, ma per poco. Ci si immerge subito nell'acqua a 45 gradi e si resta magari con il busto all'aria ma il resto del corpo immerso, e non si prova per niente freddo, anzi la sensazione e' davvero rilassante.
Questa volta a Tokyo ho provato "l'Oedo Onsen". A pochi minuti dalla stazione "Telecom Center" della Yurikamome line" (si raggiunge da Shimbashi).
Il viaggio sulla linea Yurikamome, completamente automatica, di per se vale i 270 yen del biglietto. Si passa sullo "Rainbow Bridge" , il ponte che collega l'isola artificiale di Odaiba a Tokyo. Vi consiglio di sedervi sul primo vagone (se lo trovate libero) in modo da avere una vista come la avrebbe un ipotetico conducente, mentre il treno percorre un quasi cerchio per arrampicarsi sul "Rainbow bridge".
L'Oedo Onsen e' unico nel suo genere. Non e' una stazione termale, ma qui' pare abbiano portato acqua da altre sorgenti. Dopo essersi tolti le scarpe ed essersi scelto uno Yukata tipico tra diversi a disposizione, si entra in una specie di padiglione che ricrea un villaggio tipico del periodo Edo, al tempo del Giappone dei samurai e degli shogun.
Qui' si possono comprare prodotti tipici e souvenir oppure mangiare. Si paga alla fine dato che all'ingresso viene dato un braccialetto con un codice a barre che serve a registrare tutte le spese fatte all'interno. Al primo piano invece c'e' una sala di riposo con un centinaio di
poltrone ognuna con il suo televisore LCD. Qui' ci si puo' rilassare tra un bagno e l'altro e anche dormire. Anche qui' , come ad Arima Onsen, si entra nella sala di preparazione, dove ci si puo' anche asciugare, radere, pettinarsi (con pettini sterilizzati). Si lascia in un armadietto il proprio Yukata e si entra nella sala bagno, dove trovate almeno cinque o sei vasche, alcune a 40 gradi, una a venti e una (quella centrale) a 50 gradi. Una vasca ha anche idromassaggi. Da qui' poi, attraverso una porta scorrevole, si accede alle vasche esterne.
E' stato davvero strano uscire , mentre pioveva e ci saranno stati 10 gradi, per poi subito immergersi nell'acqua della vasca, in mezzo a roccie . Il vapore sulla superficie spinto dal vento da l'impressione di essere in un enorme pentolone pronti per essere bolliti. La stessa cosa la devono aver pensata i miei compagni di bagno giapponesi, mentre , immergendosi, ripetevano "Atsui! Atsui!" (caldo, caldo).
Oedo Onsen costa tra i 2700 yen (o 1900 yen dopo le 18). Una volta entrati si puo' restare fino alla chiusura. E' aperto dalle 11 di mattina alle 9 di mattina del giorno successivo (ultima entrata alle 2 di notte).
In Giappone vi sono numerosi centri termali e tra questi uno dei piu' famosi e' certamente Hakone, vicino al Monte Fuji, non troppo lontano da Tokyo e raggiungibile in treno da Shinjuku con la famosa (e pare molto paesaggistica) linea privata "Odakyu line". Ed e' li' che mi piacerebbe andare un'altra volta, magari.
http://www.yurikamome.co.jp/english/index.php il sito della Yurikamome line che collega Shimbashi all'isola di Odaiba
Il Giappone conta moltissime fonti termali, chiamate Onsen. La natura vulcanica della roccia probabilmente favorisce la diversità di sorgenti termali ricche di minerali presenti nel sottosuolo.
Non sono un esperto, ma ho provato ad immergermi nell'acqua in un bagno pubblico o "sento". Ci tenevo a fare questa esperienza e credo che la ripetero' le prossime volte che mi capiterà di andare in Giappone.
Una caratteristica del fare il bagno in modo giapponese risiede nell'immergersi solo quando si e' ben puliti. Ci si lava e solo quando si e' sicuri di essere puliti ci si immerge.
I sento sono luoghi pubblici dove ci si incontra e si chiacchera rigenerandosi il corpo e lo spirito. Ho provato per due volte il bagno pubblico giapponese.
La prima volta ad Arima Onsen, le terme di Arima, vicino Kobe. Kobe si adagia sulla baia di Osaka e alle spalle ha una catena di montagne non troppo alte, proprio a ridosso della citta'. Proprio dietro alle montagne vi sono le "onsen". Arima Onsen e' una stazione termale raggiungibile in meno di mezz'ora di treno da Kobe. La stazione ferroviaria ti accoglie gia' piacevolmente, con il suo binario unico, il paesaggio che si presenta e' molto rilassante. Montagne e ruscelli e poche case, sembra per certi versi di essere in un piccolo paese alpino come sulle Dolomiti per esempio, anche se si e' a pochi chilometri da Kobe. Diversi alberghi permettono di passare la notte e fare il bagno alle terme, spesso parte della struttura alberghiera.
Io ho fatto il bagno senza alloggiare. Ci si presenta alla reception e dopo aver pagato si indossa uno "Yukata" nello spogliatoio. Rigorosamente vietato portare le scarpe che vanno tolte subito. Con lo Yukata si entra in una sala con pavimento di bambu' (una sala di preparazione con veramente tutto il necessario) dove si puo' lasciare lo Yukata in un armadietto e con un asciugamano si entra nella sala del sento nudi con un solo asciugamano con se. Una serie di postazioni con sgabelli e doccie sono disponibili per lavarsi. Sapone, shampoo e altro non mancano, ci si puo' perfino radere e molti giapponesi lo fanno. Ci si puo' lavare con una tinozza o con una doccia. Schiacciando un bottone esce una quantita' di acqua ben precisa alla temperatura che scegli tu, girando una manopola sulla quale puoi stabilire esattamente la temperatura (comodissimo). Dopo essersi lavati, ci si immerge in una delle vasche a scelta. Le vasche possono accogliere diverse persone e sono di dimensioni variabili.Alcune hanno acqua piu' calda, altre meno calda. A 40 o 50 gradi, non e' una buona idea quella di restare iu' di 5 minuti immersi, come ho fatto io. Non capivo perche' i giapponesi restavano cosi' poco immersi, anche se all'inizio mi sembrava molto calda, mi ero presto abituato all'acqua. La fronte sudava.
Dopo una ventina di minuti mi sono alzato e solo li' ho capito che c'era qualcosa che non andava. Un giramento di testa e per poco non svenivo. A fatica ho raggiunto la postazione per lavarsi, mi sono seduto sullo sgabello e mi sono gettato addosso acqua tiepida. Quando la mia amica giapponese mi ha visto alla fine, preoccupata, mi ha confidato "Pensavo che tra un momento o l'altro mi avrebbero detto - 'Ehi, qui' c'e' uno straniero che e' svenuto!'....
Mi sono messo a ridere.
Ho imparato, mai restare troppo a lungo nella vasca, puo' essere pericoloso. Non bisogna aver bevuto e bisogna alternare lo stare immersi allo stare fuori dall'acqua. La temperatura dell'acqua e' superiore a quella del corpo e quindi il corpo e' costretto a termoregolarsi per
raffreddare. Ma restare troppo a lungo completamente immersi puo' creare scompensi (qui' servirebbe un medico che spiegasse esattamente cosa succede...)
Il bello delle onsen e' che spesso si trovano all'aperto, in mezzo alle rocce e con paesaggi molto belli da contemplare. Fare il bagno all'aperto d'inverno e' molto rilassante. Magari con la neve o la pioggia. Si esce all'aperto nudi e si prova un freddo intenso, ma per poco. Ci si immerge subito nell'acqua a 45 gradi e si resta magari con il busto all'aria ma il resto del corpo immerso, e non si prova per niente freddo, anzi la sensazione e' davvero rilassante.
Questa volta a Tokyo ho provato "l'Oedo Onsen". A pochi minuti dalla stazione "Telecom Center" della Yurikamome line" (si raggiunge da Shimbashi).
Il viaggio sulla linea Yurikamome, completamente automatica, di per se vale i 270 yen del biglietto. Si passa sullo "Rainbow Bridge" , il ponte che collega l'isola artificiale di Odaiba a Tokyo. Vi consiglio di sedervi sul primo vagone (se lo trovate libero) in modo da avere una vista come la avrebbe un ipotetico conducente, mentre il treno percorre un quasi cerchio per arrampicarsi sul "Rainbow bridge".
L'Oedo Onsen e' unico nel suo genere. Non e' una stazione termale, ma qui' pare abbiano portato acqua da altre sorgenti. Dopo essersi tolti le scarpe ed essersi scelto uno Yukata tipico tra diversi a disposizione, si entra in una specie di padiglione che ricrea un villaggio tipico del periodo Edo, al tempo del Giappone dei samurai e degli shogun.
Qui' si possono comprare prodotti tipici e souvenir oppure mangiare. Si paga alla fine dato che all'ingresso viene dato un braccialetto con un codice a barre che serve a registrare tutte le spese fatte all'interno. Al primo piano invece c'e' una sala di riposo con un centinaio di
poltrone ognuna con il suo televisore LCD. Qui' ci si puo' rilassare tra un bagno e l'altro e anche dormire. Anche qui' , come ad Arima Onsen, si entra nella sala di preparazione, dove ci si puo' anche asciugare, radere, pettinarsi (con pettini sterilizzati). Si lascia in un armadietto il proprio Yukata e si entra nella sala bagno, dove trovate almeno cinque o sei vasche, alcune a 40 gradi, una a venti e una (quella centrale) a 50 gradi. Una vasca ha anche idromassaggi. Da qui' poi, attraverso una porta scorrevole, si accede alle vasche esterne.
E' stato davvero strano uscire , mentre pioveva e ci saranno stati 10 gradi, per poi subito immergersi nell'acqua della vasca, in mezzo a roccie . Il vapore sulla superficie spinto dal vento da l'impressione di essere in un enorme pentolone pronti per essere bolliti. La stessa cosa la devono aver pensata i miei compagni di bagno giapponesi, mentre , immergendosi, ripetevano "Atsui! Atsui!" (caldo, caldo).
Oedo Onsen costa tra i 2700 yen (o 1900 yen dopo le 18). Una volta entrati si puo' restare fino alla chiusura. E' aperto dalle 11 di mattina alle 9 di mattina del giorno successivo (ultima entrata alle 2 di notte).
In Giappone vi sono numerosi centri termali e tra questi uno dei piu' famosi e' certamente Hakone, vicino al Monte Fuji, non troppo lontano da Tokyo e raggiungibile in treno da Shinjuku con la famosa (e pare molto paesaggistica) linea privata "Odakyu line". Ed e' li' che mi piacerebbe andare un'altra volta, magari.
http://www.yurikamome.co.jp/english/index.php il sito della Yurikamome line che collega Shimbashi all'isola di Odaiba

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