martedì, novembre 30, 2004

I templi di Kamakura

Kamakura è una piccola cittadina non troppo lontano da Tokyo. In treno ci vuole un ora. Si viaggia verso sud ovest, si passa Yokohama.Per arrivare si può prendere la JR Yokosuka line da Tokyo o Shinagawa. Dalla stazione JR di Kamakura si prende poi la Enoden (Enoshima Electric Railway). Si tratta di una ferrovia privata che lungo la costa collega Kamakura ad Enoshima.La ferrovia si mimetizza quasi nel paesaggio ed e' molto piacevole. Le stazioni sono tutte molto vicine, sembra quasi una linea di tram. Anche le stazioni sono molto piccole e si integrano molto piacevolmente con il paesaggio urbano. A Kamakura vi sono diversi templi. In effetti, la città è stata il centro politico del Giappone intorno al 1200 e rimase un importante centro politico fino al 1400.Il Grande Buddha è forse l'attrazione più famosa. E' una statua molto grande, alta forse 10-15 metri , ed è la seconda più grande del Giappone dopo quella del Todaiji temple di Nara (ho cercato di documentarmi prima di scrivere).Ma oltre al Grande Buddha, sono molti i templi di Kamakura.Il tempio di Kenchoji è stato il primo tempio zen ad essere costruito a Kamakura e anche il pioniere del buddismo Zen in Giappone.Salendo verso la collina, si arriva ai piedi di una foresta. Seguendo un sentiero che gli allievi zen percorrevano per allenarsi, si arriva quasi in cima alla collina da dove si ha
una vista panoramica della città. Molto piacevole. Dopo aver mangiato Tonkatsu (cotolette di maiale) in una piccola locanda in centro, il mio giro di Kamakura si è concluso sulla spiaggia dove giovani surfisti si allenavano aspettando l'onda giusta. Ma ho avuto l'impressione stessero aspettando un po' troppo.
Insomma, questa onda non arrivava mai, e poi quando arrivava facevano solo pochi metri.Ma forse tra di loro ci sarà il prossimo campione giapponese di surf, chi lo puo' dire?

Se vi piacciono i templi zen e i giardini allora dovete assolutamente andare a Kamakura.Qui' si respira anche un atmosfera più rilassata di Tokyo (anche se non mancano a Tokyo
sobborghi molto rilassanti).
Quì un link su Kamakura con utili informazioni:


http://www.kamakuratoday.com/e/sightseeing.html

martedì, novembre 23, 2004

Breve viaggio a Praga

Sono tornato dopo un breve viaggio di lavoro a Praga. Sapevo già avrebbe fatto freddo (Praga è probabilmente una delle capitali più fredde d'Europa), quindi mi ero coperto bene. Infatti appena arrivato ha cominciato a nevicare. Purtroppo l'aereo ha avuto ritardo e sono arrivato in albergo alle sette quindi non sono riuscito ad arrivare in tempo utile per poter fare un bel giro in questa bella città. Fortunatamente l'albergo era in pieno centro, quindi almeno ho fatto quattro passi quando è arrivata ora di cena. Fuori un freddo pungente. Mi è passata la voglia di camminare presto. Giusto il tempo di arrivare sulla piazza principale dove, stranamente, c'erano anche dei tavolini all'aperto e gente che beveva birra o caffé, riscaldati da stufe elettriche.
Dopo aver camminato abbastanza ho deciso dove mangiare. Un piccolo café chiamato "Pizza Giallorossa". All'interno sciarpe e poster della Roma appesi alle pareti e un menu in italiano con improbabili nomi di insalate ("Lupa", "Totti"...). Non male, sia la caprese che la pizza e la bibita che ho ordinato. Solo 8 euro e 50.
Il giorno dopo avevo il meeting con il cliente, vicino all'aeroporto. La città era coperta di neve, la prima neve della stagione. E' stata veramente una toccata e fuga. Ero già stato a Praga tre anni fa. Non è cambiata molto, mi è sembrato. Ma certamente è cambiata molto dalla caduta del muro di Berlino. Oggi è una città occidentalizzata. Multinazionali hanno stabilito quì diversi business centers. Sulla strada per l'aeroporto, la Siemens , vari Mc Donald e poi un modernissimo palazzo della Olympus con davanti le bandiere ceca, dell'unione Europea e del Giappone.
Ma appena 15 anni fa era tutt'altra cosa. Arrivare a Praga era già molto difficile. Niente marche occidentali, pochi alberghi. Alcuni dicevano qualche anno fa che bisognava sbrigarsi a vedere Praga prima che cambiasse. Adesso il cambiamento è avvenuto, ma ora la città sembra proiettata a integrarsi sempre più nella Unione Europea e si percepisce quest'atmosfera di modernizzazione e di opportunità.

sabato, novembre 20, 2004

Starbucks in Giappone

So che non e' per niente tradizionale ne legato al Giappone, ma volevo spendere qualche parola sugli Starbucks café che mi hanno accompagnato durante i viaggi in Giappone. I giapponesi non fanno colazione al bar o al caffé. Per essere piu' precisi, in realtà prendono qualcosa nei caffé molto spesso, ma quello che volevo dire e' che certamente cappuccino e dolci non sono un modo di tradizionale di fare la colazione in Giappone. La colazione tradizionale puo' essere a base di riso e pesce. Ma spesso è solito fare anche la colazione come siamo abituati in Italia , cioe' a base di caffe e brioches.E' facile trovare anche nelle piccole città dei caffé. A differenza dei bar italiani, nei caffé ci si siede e quindi si puo'
mangiare piu tranquillamente. Questa e' una cosa positiva, dato che in Italia nella maggior parte dei casi la colazione al bar e' una toccata e fuga, anche se non mancano affatto (certamente è vero piu' nei piccoli centri) i bar dove ci si siede
per mangiare (di solito fuori all'aperto).
In Giappone non mancano i caffé. Alcuni di questi fanno parte di catene diffuse in gran parte del Giappone. Tra queste le mie preferite sono Doutour e Starbucks. Prendere una brioches o una pasta e un cappuccino medio costa sui 500 - 550 yen (circa 4 euro). Un po' costoso, anche se il servizio e' molto buono, ci si puo' sedere e restare quanto si vuole, i bagni sono puliti e c'e' sempre una musica piacevole e rilassante. Si puo' dire che si paga non solo quello che si mangia ma sopratutto il
servizio.Appena entrate, le signorine vi accoglieranno subito con un "sumimasen". A quel punto potete dire per esempio:


"kore o kudasai" (vorrei questo)

oppure

"hitotsu cappuccino o kudasai, arigato gozaimasu" (vorrei un cappuccino, grazie)

Data la mia difficolta' di adattarmi a mangiare pesce e riso la mattina (non c'ho nemmeno provato a dire la verità), la maggior parte delle volte ho fatto colazione nei caffé con muffin, cake, cappuccini e caffelatte.
Starbucks e' una catena americana ma che in Giappone ha avuto molta fortuna e che, devo dire, ha uno standard di qualità eccellente da queste parti. Sono aperti dalla mattina presto fino alle dieci e mezza di sera e , nei posti piu' affollati,
anche piu' tardi. In alcuni Starbucks c'e' poi la possibilità di connettersi in Wireless LAN (es. alla stazione di Shinagawa).
Anche Doutour e' provvisto di una vasta scelta di dolci e brioches e vari tipi di caffé. La cosa piacevole è che, dovunque siate, state certi che nelle vicinanze ci sarà uno Starbucks o un Doutour.
Ecco i miei preferiti:
1. Starbucks Kobe Sannomiya JR (usciti dalla stazione JR uscita sud, a sinistra , attraversate la strada, sta al secondo piano del palazzo di Daiei)
2. Starbucks Kichijoji Inokashira Park (uscita stazione JR, verso sud, prima dell'entrata al parco Inokashira, sulla destra)

3. Starbucks Ichigaya JR station (entrata della stazione, scala sulla sinistra al secondo piano, vista sul ponte di Ichigaya)
4. Starbucks Shinagawa Station (sopra la stazione degli Shinkansen)

5. Starbucks Ginza-Itchome (uscita 6 vicino Mizuho Bank, mi sembra...)

6. Doutour Narita (uscita nord stazione Keisei Narita, a destra della piazza).

Forse sarebbe meglio la prossima volta parlassi dei ristoranti giapponesi tipici dove ho mangiato al posto degli
Starbucks...cerchero' di farlo.


domenica, novembre 14, 2004

Onsen e Sento , le terme e i bagni pubblici in Giappone

Pare che lo scintoismo, antica religione giapponese, ponga grande enfasi sulla purificazione e sulla igiene. Forse anche per questo il bagno e i suoi rituali sono una parte importante e fondamentale della cultura del Giappone.
Il Giappone conta moltissime fonti termali, chiamate Onsen. La natura vulcanica della roccia probabilmente favorisce la diversità di sorgenti termali ricche di minerali presenti nel
sottosuolo.
Non sono un esperto, ma ho provato ad immergermi nell'acqua in un bagno pubblico o "sento". Ci tenevo a fare questa esperienza e credo che la ripetero' le prossime volte che mi capiterà di
andare in Giappone.
Una caratteristica del fare il bagno in modo giapponese risiede nell'immergersi solo quando si e'
ben puliti. Ci si lava e solo quando si e' sicuri di essere puliti ci si immerge.
I sento sono luoghi pubblici dove ci si incontra e si chiacchera rigenerandosi il corpo e lo
spirito. Ho provato per due volte il bagno pubblico giapponese.
La prima volta ad Arima Onsen, le terme di Arima, vicino Kobe. Kobe si adagia sulla baia di Osaka e alle spalle ha una catena di montagne non troppo alte, proprio a ridosso della citta'. Proprio dietro alle montagne vi sono le "onsen". Arima Onsen e' una stazione termale raggiungibile in meno di mezz'ora di treno da Kobe. La stazione ferroviaria ti accoglie gia' piacevolmente, con il suo binario unico, il paesaggio che si presenta e' molto rilassante. Montagne e ruscelli e poche case, sembra per certi versi di essere in un piccolo paese alpino come sulle Dolomiti per esempio, anche se si e' a pochi chilometri da Kobe. Diversi alberghi permettono di passare la
notte e fare il bagno alle terme, spesso parte della struttura alberghiera.
Io ho fatto il bagno senza alloggiare. Ci si presenta alla reception e dopo aver pagato si indossa uno "Yukata" nello spogliatoio. Rigorosamente vietato portare le scarpe che vanno tolte subito. Con lo Yukata si entra in una sala con pavimento di bambu' (una sala di preparazione con veramente tutto il necessario) dove si puo' lasciare lo Yukata in un armadietto e con un asciugamano si entra nella sala del sento nudi con un solo asciugamano con se. Una serie di postazioni con sgabelli e doccie sono disponibili per lavarsi. Sapone, shampoo e altro non mancano, ci si puo' perfino radere e molti giapponesi lo fanno. Ci si puo' lavare con una tinozza o con una doccia. Schiacciando un bottone esce una quantita' di acqua ben precisa alla temperatura che scegli tu, girando una manopola sulla quale puoi stabilire esattamente la temperatura (comodissimo). Dopo essersi lavati, ci si immerge in una delle vasche a scelta. Le vasche possono accogliere diverse persone e sono di dimensioni variabili.Alcune hanno acqua piu' calda, altre meno calda. A 40 o 50 gradi, non e' una buona idea quella di restare iu' di 5 minuti immersi, come ho fatto io. Non capivo perche' i giapponesi restavano cosi' poco immersi, anche se all'inizio mi sembrava molto calda, mi ero presto abituato all'acqua. La fronte sudava.
Dopo una ventina di minuti mi sono alzato e solo li' ho capito che c'era qualcosa che non andava. Un giramento di testa e per poco non svenivo. A fatica ho raggiunto la postazione per lavarsi, mi sono seduto sullo sgabello e mi sono gettato addosso acqua tiepida. Quando la mia amica giapponese mi ha visto alla fine, preoccupata, mi ha confidato "Pensavo che tra un momento o
l'altro mi avrebbero detto - 'Ehi, qui' c'e' uno straniero che e' svenuto!'....
Mi sono messo a ridere.
Ho imparato, mai restare troppo a lungo nella vasca, puo' essere pericoloso. Non bisogna aver bevuto e bisogna alternare lo stare immersi allo stare fuori dall'acqua. La temperatura dell'acqua e' superiore a quella del corpo e quindi il corpo e' costretto a termoregolarsi per
raffreddare. Ma restare troppo a lungo completamente immersi puo' creare scompensi (qui' servirebbe un medico che spiegasse esattamente cosa succede...)

Il bello delle onsen e' che spesso si trovano all'aperto, in mezzo alle rocce e con paesaggi molto belli da contemplare. Fare il bagno all'aperto d'inverno e' molto rilassante. Magari con la neve o la pioggia. Si esce all'aperto nudi e si prova un freddo intenso, ma per poco. Ci si immerge subito nell'acqua a 45 gradi e si resta magari con il busto all'aria ma il resto del corpo immerso, e non si prova per niente freddo, anzi la sensazione e' davvero rilassante.

Questa volta a Tokyo ho provato "l'Oedo Onsen". A pochi minuti dalla stazione "Telecom Center"
della Yurikamome line" (si raggiunge da Shimbashi).
Il viaggio sulla linea Yurikamome, completamente automatica, di per se vale i 270 yen del biglietto. Si passa sullo "Rainbow Bridge" , il ponte che collega l'isola artificiale di Odaiba a Tokyo. Vi consiglio di sedervi sul primo vagone (se lo trovate libero) in modo da avere una vista come la avrebbe un ipotetico conducente, mentre il treno percorre un quasi cerchio per arrampicarsi sul "Rainbow bridge".
L'Oedo Onsen e' unico nel suo genere. Non e' una stazione termale, ma qui' pare abbiano portato acqua da altre sorgenti. Dopo essersi tolti le scarpe ed essersi scelto uno Yukata tipico tra diversi a disposizione, si entra in una specie di padiglione che ricrea un villaggio tipico del
periodo Edo, al tempo del Giappone dei samurai e degli shogun.
Qui' si possono comprare prodotti tipici e souvenir oppure mangiare. Si paga alla fine dato che all'ingresso viene dato un braccialetto con un codice a barre che serve a registrare tutte le spese fatte all'interno. Al primo piano invece c'e' una sala di riposo con un centinaio di
poltrone ognuna con il suo televisore LCD. Qui' ci si puo' rilassare tra un bagno e l'altro e
anche dormire. Anche qui' , come ad Arima Onsen, si entra nella sala di preparazione, dove ci si puo' anche asciugare, radere, pettinarsi (con pettini sterilizzati). Si lascia in un armadietto il proprio Yukata e si entra nella sala bagno, dove trovate almeno cinque o sei vasche, alcune a 40 gradi, una a venti e una (quella centrale) a 50 gradi. Una vasca ha anche idromassaggi. Da qui' poi,
attraverso una porta scorrevole, si accede alle vasche esterne.
E' stato davvero strano uscire , mentre pioveva e ci saranno stati 10 gradi, per poi subito immergersi nell'acqua della vasca, in mezzo a roccie . Il vapore sulla superficie spinto dal vento da l'impressione di essere in un enorme pentolone pronti per essere bolliti. La stessa cosa la devono aver pensata i miei compagni di bagno giapponesi, mentre , immergendosi, ripetevano
"Atsui! Atsui!" (caldo, caldo).
Oedo Onsen costa tra i 2700 yen (o 1900 yen dopo le 18). Una volta entrati si puo' restare fino alla chiusura. E' aperto dalle 11 di mattina alle 9 di mattina del giorno successivo (ultima
entrata alle 2 di notte).
In Giappone vi sono numerosi centri termali e tra questi uno dei piu' famosi e' certamente Hakone, vicino al Monte Fuji, non troppo lontano da Tokyo e raggiungibile in treno da Shinjuku con la famosa (e pare molto paesaggistica) linea privata "Odakyu line". Ed e' li' che mi piacerebbe andare un'altra volta, magari.


http://www.yurikamome.co.jp/english/index.php il sito della Yurikamome line che collega Shimbashi all'isola di Odaiba

martedì, novembre 02, 2004

I treni di Tokyo

Sono tornato in Italia. Appena ho tempo pubblicherò qualche foto del viaggio in Giappone.Gli ultimi giorni sono passati rapidamente ma sono stati molto intensi.Sicuramente non ho mai preso tanti treni in cosi' poco tempo. Ma Tokyo (e il Giappone in generale) è una metropoli che si deve girare in treno. E sui treni giapponesi, diventa un piacere.Innanzitutto sono frequentissimi, non come in Italia. Su alcune linee , come la Yamanote line (Yamanote-Sen) che collega i principali centri di Tokyo, i treni passano ogni 4 minuti mediamente, nelle ore di punta forse anche meno. Appena un treno è partito, se ne annuncia un altro in arrivo.Poi sono puntuali, ma importa di meno dato che passano in continuazione.Inoltre sono puliti e accoglienti. Alcuni treni sono un po' vecchiotti (vagoni anni '70 o '80), ma , a differenza dei nostri che si imbruttiscono e vengono sporcati, i treni piu' vecchi giapponesi sono sempre orgogliosamente puliti. Poi vi sono i piu' moderni. La Yamanote line e' una specie di metropolitana anche se corre in superficie. E' una linea circolare e ogni treno fa un giro completo in un ora circa. Collega i principali centri vitali della città: Ginza, Akihabara-Kanda, Ueno, Ikebukuro, Shinjuku, Shibuya, Shinagawa.Sui treni a undici vagoni della Yamanote line sopra ogni porta due monitor visualizzano la posizione del treno lungo la linea, la prossima fermata , il tempo necessario per raggiungere le prossime fermate (2, 4, 6 minuti), dove sono posizionate scale e scale mobili (in corrispondenza di quale vagone). Il secondo monitor transmette pubblicità o previsioni del tempo per città. Il tutto ha un aria futuristica. Sui monitor le informazioni sono visualizzate in giapponese (Kanji e Hiragana) e in inglese, scandito da una voce femminile che ripete ossessivamente quale e' la prossima stazione e dove si apriranno le porte se a destra o a sinistra.Direte, ma che c'e' di particolare?? Beh, per chi e' abituato all'Italia, anche se recentemente i treni italiani sono migliorati, credo sia un esempio da seguire.Accanto alla linea Yamanote, passa la linea degli Shinkansen, i treni ad alta velocità. Parlero' un altra volta di questo, ma la cosa che colpisce di piu' è la frequenza. Passa uno di questi treni ogni 5 minuti, come fossero delle metropolitane, soltanto che collegano tra loro città a centinaia di chilometri di distanza.Dovunque ci si trovi a Tokyo, non si è lontani da una stazione del treno o della metropolitana. Vi è una moltitudine di linee private di treni oltre alla JR (Japan Railways, un tempo statale) e a due società di metropolitana (Tokyo Metro e Toei).Mi sembra la Toei facesse qualche cartone animato di quelli che andavano negli anni '80, non ricordo quali (Goldrake?).Qui' e' cosi', le grandi societa' che possiedono le linee ferroviarie hanno anche molte altre attivita' come distribuzione e grandi magazzini. A Osaka, i grandi magazzini Hankyu sorgono sopra l'omonima stazione dei treni della omonima linea.Il problema a Tokyo e' quindi che spesso ti trovi a dover cambiare linea e pagare diversi biglietti. Certe volte si è costretti a prendere una linea Toei (come Asakusa line) e poi una Tokyo Metro (come Ginza line) e allora paghi 190 yen prima e 210 poi per un totale di 400 yen , e comincia a costare un po'. Quindi bisogna pianificare bene come spostarsi. Alcune linee sono piu' convenienti di altre, JR e' notoriamente costosa.Fare il biglietto e' di una semplicita' disarmante , anche se talvolta le indicazioni sono solo in giapponese, e' molto intuitivo. Si inseriscono le monete e le banconote (di quasi tutti i formati, non come da noi dove fare il biglietto della metropolitana di Roma era , fino a poco fa, un'equazione matematica) e una volta inserite si accendono le tariffe che si possono acquistare. Se si inseriscono 250 yen si accenderanno per esempio , non so, 170, 190, 230 e 250. Su un grande tabellone sopra le macchine parlanti, un diagramma mostra la stazione dove ti trovi e tutte le altre stazioni con il relativo prezzo. Se ci si dovesse sbagliare e pagare di meno, alla stazione di arrivo vi sono delle "fare adjustment machine" che permettono di pagare la differenza.Alcuni treni hanno anche dei sedili riscaldati d'inverno.Spostarsi in treno a Tokyo è piacevolissimo. Forse un po costoso. Ma sicuramente efficiente, tenuto conto che la città fa forse 26 milioni di abitanti o giu' di li'. Pensare di potersi spostare in macchina è semplicemente pazzesco. Certamente , i pendolari di Tokyo non saranno molto contenti di fare ore e ore di treno per spostarsi dalla periferia al centro. La città è davvero vasta. Ma qui' in Giappone dove è importante tenere conto delle esigenze dei molti rispetto a quelle dei pochi (cioè meno individualismo), il treno è un segno di civiltà che in Italia non siamo in grado ancora di fare nostro completamente. Il treno avvicina la gente anche, la fa sentire parte della stessa comunità.Con il treno ti può capitare anche di trovarti in un tranquillo e rilassante quartiere residenziale a soli 5 minuti dalla confusione di Shibuya. Per esempio prendete la Keio Inokashira line da Shibuya e scendete a Shimokitazawa, qualche fermata verso nord ovest. Scendete e già la stazione vi sembrerà altra cosa, un ambiente piu' tranquillo , intimo e rilassato. Scendete le scale e vi troverete in una stradina pedonale piena di negozi. Perdetevi pure in questo sobborgo residenziale piacevolissimo di Tokyo. Le case con giardini piccolissimi incollate le une alle altre, ma molto particolari e piacevoli. Si fa fatica a pensare al caos di Shibuya solo a qualche chilometro piu' in la, dove ad ogni semaforo verde per i pedoni centinaia di persone si riversano e si incrociano (avete presente la scena di "Lost in Translation?") sotto a schermi giganti di dieci metri per cinque che proiettano immagini televisive dai palazzi sovrastanti. Tokyo e' anche questo....Alla prossima, parlerò degli "onsen" (le terme) giapponesi,... Alcuni interessanti link:
Alcuni interessanti link:

http://www.yamanote.tv/ ogni fermata della Yamanote line con foto a 360 gradi

http://www.mid-tokyo.com/25index.html.en 24 mappe che illustrano diversi aspetti di Tokyo

http://de.geocities.com/tok_subway/tokyo.htm sito sulla metropolitana di Tokyo

http://www.thinkers.org/~seaweb/html/intro.html interessante sito sul Giappone e Tokyo con belle foto

http://melody.pos.to/page/jreast/yamanote.htm le melodie che si ascoltano nelle stazioni della Yamanote line



Il JR 500. uno dei più moderni treni Shinkansen giapponesi